Orchestra

Orchestra a plettro Gino Neri, premesse storiche

Il panorama culturale
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Giuseppe Verdi, ritratto a pastello di Giovanni Boldini.

Il panorama musicale italiano della seconda metà dell’800 è ancora dominato dalla figura di Giuseppe Verdi. Nei melodrammi di Verdi, caratterizzati da forti passioni romantiche, non trovò spazio la tenue sonorità del mandolino; unica eccezione fu l’“Otello”, ma siamo ormai verso la fine del secolo e la musica italiana si apriva già a nuove sonorità.
Il mandolino quindi divenne strumento per dilettanti, che spesso non sapevano nemmeno leggere la musica, ma sopperivano a questa lacuna con la passione e spesso con un formidabile orecchio musicale.
Il repertorio di questi mandolinisti era costituito da trascrizioni di celebri brani operistici e qualche brano creato appositamente per loro da quei mandolinisti “più colti” che compiuto studi musicali.

In questo panorama popolare, il 7 febbraio del 1898 nasce il “Circolo Mandolinistico Ferrarese”. Il mandolino a Ferrara era suonato da artigiani, commercianti, impiegati, ma soprattutto dai barbieri. Forse è un destino tipicamete ferrarese, ma anche il padre di quel Pietrobono “del chitarrino” citato all’inizio, era il barbiere del Marchese Nicolò III d’Este.

Adolfo Nottolini
Adolfo Nottolini
Il fondatore

Il fondatore della nostra orchestra fu Adolfo Nottolini, un impiegato della Pubblica Amministrazione, che un giorno rimase colpito dall’abilità musicale di un giovane garzone di barbiere. Questo ragazzo, fra un cliente e l’altro, si esercitava sullo strumento (forse attirando così l’attenzione di nuovi clienti). Anche Nottolini si appassionò presto allo studio di questo strumento e decise di riunire in casa sua un gruppo di questi musicisti dilettanti (inizialmente un numero massimo di 15 elementi) per formare una piccola orchestra e passare così allegramente le serate.

Dopo alcuni mesi di prove, il piccolo gruppo di mandolinisti cominciò ad esibirsi in città raccogliendo i primi successi. A Nottolini allora venne una brillante idea pubblicitaria: acquistò un mandolino, fra i migliori in commercio, e lo inviò in omaggio alla Regina Margherita con una lettera nella quale chiedeva “l’onore di poter intestare il Circolo Mandolinistico all’Augusto nome di Sua Maestà la Regina”.

Il primo nome, privilegio della Regina

Dopo un paio di mesi arrivò la lettera con la quale la Regina ringraziava del dono e dava il suo entusiastico assenso. Allegata alla lettera c’era anche un omaggio personale di Sua Maestà a Nottolini: una spilla d’oro tempestata di brillanti di cui da allora in poi il nostro fondatore fece sempre sfoggio appuntandola sul nodo della cravatta. Da quel giorno il piccolo gruppo di mandolinisti ferraresi potè fregiarsi del nome  “Circolo Mandolinistico Regina Margherita”.

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La lettera con cui la Regina Margherita rispondeva a Nottolini.

Nel gennaio del 1900 giunse a Ferrara la notizia che  il 18 giugno a Verona si sarebbe svolto un concorso nazionale per orchestre a plettro.  Questa era la prima opportunità per cimentarsi con altri gruppi simili e l’orchestra “Regina Margherita” decise di partecipare.  Occorreva però un direttore e fu invitato il giovane musicista ferrarese Vittore Veneziani.

L’orchestra vinse il primo premio assoluto, con una lode speciale per il maestro Veneziani.

Fu il primo grande successo della nostra orchestra, ma fu  anche l’inizio della brillante carriera di Vittore Veneziani, che dopo alcuni anni fu nominato direttore del Coro del Teatro “Alla Scala”  di Milano.

Vittore Veneziani e Gino Neri

Vittore Veneziani non fu l’unico musicista a cui la nostra orchestra portò fortuna. In occasione del Concorso Internazionale di Trento del 1904 fu invitato a dirigere il Circolo “Regina Margherita” il giovane musicista ferrarese Gino Neri. Fu l’inizio di una lunga e proficua collaborazione che vide trasformarsi il piccolo complesso di mandolini in una grande orchestra a plettro di impianto sinfonico.

I numerosi successi (sempre vincitrice a tutti i concorsi a cui partecipava) attirarono nuovi appassionati e il Maestro Neri fece dono all’orchestra di numerosi e geniali arrangiamenti di brani sinfonici ed operistici che sapevano mettere in luce non solo le caratteristiche degli strumenti, ma anche dei singoli esecutori.
Dopo pochi anni Gino Neri divenne sostituto di Arturo Toscanini, prima al Teatro Comunale di Bologna, e poi al Teatro Regio di Torino.

Per onorare la memoria di questo illustre concittadino che aveva contribuito così tanto alle fortune della nostra orchestra, il 13 febbraio del 1947 i componenti del Circolo Regina Margherita decisero di modificarne l’intestazione in “Circolo di Cultura musicale – Orchestra a plettro Gino Neri”, denominazione che sopravvive fino ad oggi.

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Il Maestro Gino Neri

Un’altra figura di spicco che ha contribuito alle fortune della nostra orchestra fu quella del chitarrista e liutaio Luigi Mozzani, che aveva fondato in provincia di Ferrara una rinomata fabbrica artigianale di strumenti musicali. Affermato chitarrista, si dedicò anche allo studio dell’acustica per migliorare la resa di chitarre e mandolini.

Per venire incontro alle necessità dei sempre più numerosi mandolinisti (quasi tutti però dilettanti e con scarse possibilità economiche) ideò un nuovo tipo di strumento che univa assieme la velocità di costruzione, un basso costo di produzione e una resa musicale elevata.
La collaborazione con la nostra orchestra, ma soprattutto col Maestro Gino Neri, portò presto all’ampliamento della gamma sonora degli strumenti a plettro con l’invenzione dei mandolini ottavini e quartini, delle mandole divise in contralti e tenori e con l’ideazione dei mandoloncelli, dei mandoloni bassi e contrabbassi.

L’orchestra “Regina Margherita” adottò subito tutti questi nuovi strumenti e questa fu sicuramente una delle principali ragioni che favorirono il successo nazionale ed internazionale della nostra orchestra.

 

Negli anni Venti l’Orchestra era formata da una quarantina di esecutori. Il livello culturale era molto basso: quasi tutti avevano a malapena la licenza elementare, la maggior parte di loro erano artigiani, commercianti o impiegati e nessuno aveva frequentato un regolare corso di studi musicali.
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Il Circolo Mandolinistico Regina Margherita – Ferrara, 1923

Oggi l’orchestra “Gino Neri” è costituita da una cinquantina di esecutori, ma negli anni ’70 ha toccato anche i 75 componenti.
Negli ultimi  trent’anni il livello culturale si è molto trasformato: sono entrati a far parte dell’orchestra molte persone laureate, o come minimo con diploma superiore; tutti hanno frequentato un corso quadriennale di musica presso la nostra scuola e alcuni sono anche diplomati al conservatorio. Purtroppo l’età media non è propriamente giovanile, nonostante i continui sforzi  della nostra scuola per diffondere la conoscenza degli strumenti a plettro. Dobbiamo anche deplorare lo scarso aiuto che ci proviene dalle amministrazioni locali: da molti anni non abbiamo una sede adeguata per l’orchestra e nemmeno per la scuola. Ultimamente però, grazie al nostro presidente Florio Ghinelli, qualche spiraglio di luce cominciamo a vederlo. Nonostante le numerose difficoltà, comunque continuiamo a svolgere serenamente e con immutata passione la nostra attività, credendo fermamente che un mondo con più musica sia un mondo più bello.

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L’Orchestra Gino Neri nel XXI secolo